PER LA LATINA DEL FUTURO

Tra bellezza, sostenibilità, inclusione e innovazione

Per una Latina sostenibile, delle pari opportunità, dove non ci siano più disuguaglianze, dove l’accessibilità riguardi tutti.

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4 days ago
Damiano Coletta

In questi giorni ho ricevuto molti commenti, messaggi, richieste di chiarimento.

Provo a rispondere con ordine, senza trasformare questo spazio in un bollettino della passata amministrazione, non è quello che voglio fare e non sarebbe utile a nessuno.

⚽️ Sullo stadio.

La situazione è complessa e va affrontata con la stessa complessità che richiede. Serve un tavolo politico che sappia tenere insieme tre cose contemporaneamente: il rispetto della legittimità degli atti già intrapresi, la tutela di una realtà calcistica che appartiene all’intera città, e l’ascolto dei tifosi quando chiedono risposte faccia a faccia. In certi ambiti si fa così: ci si siede, si guarda negli occhi, non si fugge. Vale per tutti. E vale anche il rispetto delle istituzioni e delle persone che le rappresentano al di là delle scelte che fanno e con cui possiamo essere in disaccordo.

Ricordo solo, per chi non lo sapesse, che l’accesso in Lega Pro nel 2021 fu possibile anche grazie alla sinergia tra quella amministrazione e la società calcistica, che consentì di ottenere in tempi stretti la certificazione di agibilità dello stadio. Non lo dico per rivendicare lo dico perché è un precedente che dimostra cosa si può fare quando c’è volontà politica di trovare soluzioni.

♻️ Su ABC.

Continueremo a parlarne.
Ne abbiamo tutto il diritto e direi la responsabilità, perché ABC è un patrimonio della città, costruito con una scelta precisa che rappresentava e rappresenta l’intera comunità. Quando quella scelta viene messa in discussione o mal gestita, è giusto dirlo. Senza ossessione, ma senza sconti.

🌳 Sulle alberature e il verde urbano.

Qualcuno nei commenti ha sollevato il tema.
Il consigliere Dario Bellini ha già risposto con precisione elencando gli interventi fatti: dal Parco San Marco alle palme del lungomare, da via Bonaparte al parcheggio Vasco de Gama, solo per citarne alcuni. Progetto Ossigeno, Upper.

Non lo ripeto per fare l’elenco, ma per dire una cosa sola: il verde urbano non è un’opzione estetica.

È infrastruttura. È salute pubblica. È la risposta più concreta che una città possa dare al cambiamento climatico.

I 150 alberi morti al parco di Porta Nord, tutti, nessuno escluso, e i pini decimati dalla cocciniglia americana per mancanza di fondi in bilancio raccontano da soli cosa significa non avere una visione.

🚸 Sulle mense scolastiche. La battaglia è stata vinta e va dato merito a chi l'ha combattuta con metodo e determinazione. Floriana Coletta e tutto il gruppo Latina Bene Comune hanno svolto un lavoro politico efficace e concreto: hanno ascoltato le famiglie, coinvolto gli istituti scolastici, canalizzato una protesta diffusa in una mobilitazione civile e mirata che ha raggiunto l'obiettivo.

Il servizio partirà in anticipo rispetto alle date inizialmente previste. È questo il ruolo della buona politica: non sostituirsi alle istituzioni, ma responsabilizzarle. Non alimentare il caos, ma organizzare la risposta.

🌡️ Sul video della temperatura nell’isola pedonale.

L’obiettivo non era stupire nessuno. Lo sapevamo già che fa caldo.
Soprattutto da 2-3 anni a questa parte.
Il punto è dimostrarlo con dati oggettivi e trasformarlo in una domanda politica: come vogliamo ripensare questa città in funzione del cambiamento climatico? Nebulizzatori, tensostrutture, rifugi climatici, nuove alberature, spazi pubblici vivibili anche d’estate. Non utopie ma strumenti già in uso in decine di città italiane ed europee.

Questo è il punto. Non il passato, ma la direzione. Latina può essere una città diversa. Ma bisogna volerlo, programmarlo, e avere il coraggio di scegliere il futuro invece di gestire l’ordinario.
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In questi giorni ho ricevuto molti commenti, messaggi, richieste di chiarimento. 

Provo a rispondere con ordine, senza trasformare questo spazio in un bollettino della passata amministrazione, non è quello che voglio fare e non sarebbe utile a nessuno.

⚽️ Sullo stadio. 

La situazione è complessa e va affrontata con la stessa complessità che richiede. Serve un tavolo politico che sappia tenere insieme tre cose contemporaneamente: il rispetto della legittimità degli atti già intrapresi, la tutela di una realtà calcistica che appartiene all’intera città, e l’ascolto dei tifosi quando chiedono risposte faccia a faccia. In certi ambiti si fa così: ci si siede, si guarda negli occhi, non si fugge. Vale per tutti. E vale anche il rispetto delle istituzioni e delle persone che le rappresentano al di là delle scelte che fanno e con cui possiamo essere in disaccordo. 

Ricordo solo, per chi non lo sapesse, che l’accesso in Lega Pro nel 2021 fu possibile anche grazie alla sinergia tra quella amministrazione e la società calcistica, che consentì di ottenere in tempi stretti la certificazione di agibilità dello stadio. Non lo dico per rivendicare  lo dico perché è un precedente che dimostra cosa si può fare quando c’è volontà politica di trovare soluzioni.

♻️ Su ABC. 

Continueremo a parlarne. 
Ne abbiamo tutto il diritto  e direi la responsabilità, perché ABC è un patrimonio della città, costruito con una scelta precisa che rappresentava e rappresenta l’intera comunità. Quando quella scelta viene messa in discussione o mal gestita, è giusto dirlo. Senza ossessione, ma senza sconti.

🌳 Sulle alberature e il verde urbano. 

Qualcuno nei commenti ha sollevato il tema. 
Il consigliere Dario Bellini ha già risposto con precisione elencando gli interventi fatti: dal Parco San Marco alle palme del lungomare, da via Bonaparte al parcheggio Vasco de Gama, solo per citarne alcuni. Progetto Ossigeno, Upper. 

Non lo ripeto per fare l’elenco, ma per dire una cosa sola: il verde urbano non è un’opzione estetica. 

È infrastruttura. È salute pubblica. È la risposta più concreta che una città possa dare al cambiamento climatico. 

I 150 alberi morti al parco di Porta Nord, tutti, nessuno escluso, e i pini decimati dalla cocciniglia americana per mancanza di fondi in bilancio raccontano da soli cosa significa non avere una visione.

🚸 Sulle mense scolastiche. La battaglia è stata vinta e va dato merito a chi lha combattuta con metodo e determinazione. Floriana Coletta e tutto il gruppo Latina Bene Comune hanno svolto un lavoro politico efficace e concreto: hanno ascoltato le famiglie, coinvolto gli istituti scolastici, canalizzato una protesta diffusa in una mobilitazione civile e mirata che ha raggiunto lobiettivo. 

Il servizio partirà in anticipo rispetto alle date inizialmente previste. È questo il ruolo della buona politica: non sostituirsi alle istituzioni, ma responsabilizzarle. Non alimentare il caos, ma organizzare la risposta.

🌡️ Sul video della temperatura nell’isola pedonale. 

L’obiettivo non era stupire nessuno. Lo sapevamo già che fa caldo. 
Soprattutto da 2-3 anni a questa parte. 
Il punto è dimostrarlo con dati oggettivi e trasformarlo in una domanda politica: come vogliamo ripensare questa città in funzione del cambiamento climatico? Nebulizzatori, tensostrutture, rifugi climatici, nuove alberature, spazi pubblici vivibili anche d’estate. Non utopie ma strumenti già in uso in decine di città italiane ed europee.

Questo è il punto. Non il passato, ma la direzione. Latina può essere una città diversa. Ma bisogna volerlo, programmarlo, e avere il coraggio di scegliere il futuro invece di gestire l’ordinario.

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Damiano Coletta hai una pazienza infinita. Spero che queste risposte chiare e dettagliate siano comprese anche da chi si ostina a non voler comprendere

Sulla base di questo preparate già un programma politico da presentare alla città nel frattempo e in "prospettiva di". I cittadini sfranti dal presente cittadino hanno bisogno di sapere che un'alternativa c'è ed è possibile attuarla, ma davvero però. Forza.

Stanno alla frutta promesse spot sui giornali e incompetenza territoriale speriamo che alle prossime elezioni vanno tutti a casa.

È un bene che le mense inizino prima, il problema sarà affrontare queste temperature con scuole decisamente non attrezzate. L aumento delle temperature è sempre più un dato di fatto, sarà necessario mettere in atto politiche che investano nel miglioramento delle strutture scolastiche, affinché corpo docenti e alunni possano lavorare/studiare/condividere un ambiente adeguato.

C'è bisogno di una visione di città che porti ad una programmazione precisa con un piano di costi e benefici. Per far ciò abbiamo bisogno di amministratori capaci e disciplinati. 🙏🏼

Quindi parco san marco è un'oasi verde ‼️diciamo la verità il comune non ha un euro e chiunque governa o governerà la città può e potrà fare solo propaganda

👏❤️✊

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Non so  se gli incendi che da ore stanno divorando le nostre colline siano di origine dolosa o l’ennesima, tragica conseguenza della siccità e delle temperature record di questi giorni.

L’incessante sorvolo dei Canadair, che da ore solcano il cielo sopra Latina, dà da sola la misura della devastazione in corso. Ogni passaggio è un segnale di quanto la situazione sia grave, di quanto lavoro e quante risorse si stiano impiegando per contenere un fronte del fuoco che non accenna a fermarsi.

La mia solidarietà va a tutta la cittadinanza, in particolare a chi vive vicino alle zone colpite e sta vivendo ore di ansia e preoccupazione per la propria casa, i propri terreni, i propri affetti. 

E un ringraziamento sincero a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari ed equipaggi aerei che in queste ore stanno rischiando in prima persona per proteggere il nostro territorio.

(ph Vigili del Fuoco Latina)

Non so se gli incendi che da ore stanno divorando le nostre colline siano di origine dolosa o l’ennesima, tragica conseguenza della siccità e delle temperature record di questi giorni.

L’incessante sorvolo dei Canadair, che da ore solcano il cielo sopra Latina, dà da sola la misura della devastazione in corso. Ogni passaggio è un segnale di quanto la situazione sia grave, di quanto lavoro e quante risorse si stiano impiegando per contenere un fronte del fuoco che non accenna a fermarsi.

La mia solidarietà va a tutta la cittadinanza, in particolare a chi vive vicino alle zone colpite e sta vivendo ore di ansia e preoccupazione per la propria casa, i propri terreni, i propri affetti.

E un ringraziamento sincero a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari ed equipaggi aerei che in queste ore stanno rischiando in prima persona per proteggere il nostro territorio.

(ph Vigili del Fuoco Latina)
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Ci ha lasciati Francesco Guccini. 

Non è stato solo un cantautore. 

È stato un narratore che ha messo in rima la filosofia e l’osteria, Kant e il dialetto emiliano, la Resistenza di suo padre e la nostalgia di un mondo contadino che scompariva. 

Umberto Eco lo chiamava il più colto dei cantautori italiani, capace del coraggio, diceva, di far rimare “amare” con “Schopenhauer”. 

Ma Guccini non cercava mai l’effetto: cercava la verità, anche quando era scomoda, anche quando faceva male.

Ha cantato gli amici perduti in “Auschwitz”, la rabbia sociale ne “La locomotiva”, il dubbio e la fede in “Dio è morto”. 

Ha scritto della vecchiaia guardandola dritta negli occhi, senza sconti e senza paura, molto prima di doverla vivere lui stesso. 

Le sue canzoni sono finite nei libri di scuola come poesia, perché di poesia si trattava, anche quando si travestiva da canzone popolare.

Negli ultimi anni si era ritirato, lontano dai palchi, tra i suoi libri e le sue montagne. Ma le sue parole non hanno mai smesso di essere cantate, sottovoce o a squarciagola, nelle case, nelle piazze, nelle aule.

Grazie di tutto Maestrone. 🌹

Ci ha lasciati Francesco Guccini.

Non è stato solo un cantautore.

È stato un narratore che ha messo in rima la filosofia e l’osteria, Kant e il dialetto emiliano, la Resistenza di suo padre e la nostalgia di un mondo contadino che scompariva.

Umberto Eco lo chiamava il più colto dei cantautori italiani, capace del coraggio, diceva, di far rimare “amare” con “Schopenhauer”.

Ma Guccini non cercava mai l’effetto: cercava la verità, anche quando era scomoda, anche quando faceva male.

Ha cantato gli amici perduti in “Auschwitz”, la rabbia sociale ne “La locomotiva”, il dubbio e la fede in “Dio è morto”.

Ha scritto della vecchiaia guardandola dritta negli occhi, senza sconti e senza paura, molto prima di doverla vivere lui stesso.

Le sue canzoni sono finite nei libri di scuola come poesia, perché di poesia si trattava, anche quando si travestiva da canzone popolare.

Negli ultimi anni si era ritirato, lontano dai palchi, tra i suoi libri e le sue montagne. Ma le sue parole non hanno mai smesso di essere cantate, sottovoce o a squarciagola, nelle case, nelle piazze, nelle aule.

Grazie di tutto Maestrone. 🌹
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